Ansia e attacchi di panico: come lo yoga può essere uno strumento di aiuto

Prima di capire più a fondo come lo yoga possa aiutarci in situazioni di ansia e attacchi di panico, riepiloghiamo un poco che cosa è l’ansia e l’attacco di panico.

Alcune definizioni e riferimenti 

Il dizionario definisce l’ansia così: “dal latino anxia (da angere, stringere), stato emotivo spiacevole, accompagnato da senso di oppressione, eccitazione e timore di un male futuro, la cui caratteristica principale è la scomparsa o la notevole diminuzione del controllo volontario e razionale della personalità”.

L’ansia è un’emozione complessa, sfuggente talvolta inquietante. E’ uno stato d’animo spiacevole, caratterizzato da una sensazione di apprensione più o meno intensa che può arrivare fino all’impressione di una distruzione imminente, di fronte alla quale, l’individuo si sente incapace di opporre una difesa.

In tutti gli individui esiste un’ansia che si può definire “normale”. Si può intendere quella più o meno intensa sensazione di tensione, di malessere non ben definito che fa da sfondo in alcuni momenti, in alcune situazioni di stress emotivo, es. durante la malattia di un nostro caro.

L’intensità varia da persona a persona; per qualcuno si può manifestare, come detto prima, solo in alcune situazioni ( es. un esame, durante il ciclo mestruale,..).

Altri invece, sono più o meno sempre ansiosi, si preoccupano di tutto e di tutti. Per esempio, ci sono persone che anche se arrivano alla stazione molto tempo prima della partenza, sono sempre  in ansia di perdere il treno.

L’ansioso è costantemente sotto l’effetto di una tensione come se avesse paura di qualche cosa, si sente costantemente in pericolo, senza una motivazione. C’è una definizione che descrive l’ansia come “timore interno del mondo esterno, in mancanza di uno stimolo che venga dal di fuori”.

Capita tuttavia che questa sensazioni di ansia diventi costante ed eccessiva fino a provocare reazioni fisiche di ogni genere, un’ansia angosciante che può sfociare fino all’attacco di panico.

L’attacco di panico è una delle “reazioni abnormi ad un avvenimento”; in genere sono da 5 a  30 minuti di intensa paura e di preoccupazione potremmo dire non razionale. La persona sa che le sue reazioni rispetto all’avvenimento sono esagerate ma non può fare a meno di provarle. Per esempio chi ha una paura da panico di salire su un’ ascensore, sa bene che un’ ascensore difficilmente uccide qualcuno, sa che non c’è  un evento straordinario di pericolo, sa che le sue reazioni sono esagerate ma non può farne a meno.

I sintomi dell’ansia  L’ansia è prima di tutto una reazione adattiva “antica” dell’organismo a un evento esterno. Di fronte a un pericolo tutti gli esseri viventi (uomini- animali) reagiscono attraverso una serie di cambiamenti fisiologici ( accelerazione cardiaca, aumento del ritmo del respiro, tensione muscolare, aumento dell’attenzione e della vigilanza), improntati alla difesa, che si può concretizzare in  attacco o fuga

Quella che oggi definiamo ansia è una risposta dell’organismo a una situazione potenzialmente pericolosa, o ritenuta forse tale, che nella società attuale occidentale è più evocata da motivazioni interiori più che da cause esterne.

L’ansia emerge come sensazione di pericolo di cui non si individua l’origine, dovuta a conflitti inconsci; si dice  che forse è riconducibile alla madre di tutte le paure, quella della morte, a cui vecchiaia e malattia si avvicinano. Qui parliamo comunque di ansia in generale che non si trasforma in disturbi specifici, come potrebbe esser una fobia o un attacco di panico o un disturbo ossessivo-compulsivo in genere.

Sensazioni che si associano all’ansia e che in qualche modo possiamo aver provato tutti almeno una volta nella vita,  sono per esempio: agitazione, irrequitezza, insonnia, difficoltà di concentrazione, un generale sensazione di malessere, irritabilità.

Ma l’ansia si può manifestare ed accompagnare a somatizzazioni diverse dovute in genere all’aumento in circolo di alcuni neurotrasmettitori come l’adrenalina, che portano a un’intrecciarsi di sintomi fisici e psichici. Per esempio cefalea, crampi muscolari, senso di tensione nel corpo, crampi addominali, vertigini, diarrea, nausea, tremori, aritmie, affaticamento..

I sintomi dell’attacco di panico “La caratteristica essenziale della sindrome da attacchi di panico è rappresentata da ricorrenti attacchi di intensa ansia ( panico) che non sono limitati ad alcuna particolare situazione o gruppo di circostanze e che quindi sono imprevedibili.” ( O.M.S. Organizzazione mondiale della sanità)

Nei casi più gravi, le persone soggette ad attacchi di panico possono vivere nella continua ansia di avere un altro attacco di panico che può impedire loro di uscire di casa se non accompagnati solo da persone conosciute per recarsi comunque in luoghi familiari.

Tra i sintomi si possono trovare: la paura di morire o la paura di perdere il controllo, palpitazioni, tachicardia, tremori o torpori, sensazioni di asfissia, paura di soffocare, respiro breve,..Tutti sintomi che devono comunque essere diagnosticati da un medico per essere classificati come sindrome da attacco di panico.

Durante gli attacchi di panico si manifestano 2 eventi fondamentali, strettamente connessi in un circolo vizioso:

BLOCCO DEL RESPIRO: la persona blocca “inconsciamente” il respiro o respira troppo velocemente; tipico segnale dell’insorgere dell’attacco di panico è l’”iperventilazione”: una concitata successione di atti respiratori durante i quali viene in realtà introdotta solo una minima parte di ossigeno; questo modifica il rapporto tra anidride carbonica e ossigeno nel sangue, arrivando ad un irrigidimento ulteriore dei bronchi e quindi una continua cattiva e breve respirazione;

CONTRAZIONE MUSCOLARE: la mancanza di ossigeno porta anche all’irrigidimento della muscolatura; il cuore accelera i battiti per mettere in circolazione il poco ossigeno residuo, aumentano i tremori, arrivano parestesie ( formicolii alle estremità e intorno alla bocca), aumentano i crampi addominali ( fino alla diarrea) per l’ulteriore aumento di produzione di anidride carbonica e di acido lattico in circolazione.

Ed ecco il picco del PANICO, le ghiandole surrenali vengono fortemente sollecitate a produrre adrenalina che incrementerà la tachicardia, la pressione arteriosa, si dilateranno le pupille, si diventerà bianchi come uno straccio e tutto aumentando la contrazione muscolare. Alla reazione fisica segue una reazione psichica, appunto la paura, il panico.

 

Alcune ricerche ed esperienze

“La pratica dello Yoga è il miglior modo per combattere ansia e migliorare lo stato d’animo.”

Negli anni sono state svolte molte ricerche e sperimentazioni scientifiche proprio su questo tema allo socpo di verificare quanto e quali effetti possono portare le pratiche dello yoga sul nostro benessere psicofisico. Ad esempio, secondo i ricercatori della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Boston, lo Yoga porterebbe maggiori benefici sull’umore rispetto a qualsiasi altro sport o attività fisica. Aiuta a sentirsi meglio, a combattere stress e ansia; molto più di una camminata o una corsa. I ricercatori hanno messo a confronto gli effetti della pratica dello Yoga con altre attività focalizzate alla riduzione dei livelli di ansia e stress e hanno osservato una riduzione di altri sintomi tipici della depressione e del malessere. Per giungere a tali conclusioni, gli esperti hanno diviso i partecipanti in 2 gruppi: al primo gruppo è stato chiesto di praticare Yoga 3 volte a settimana; al secondo di fare delle camminate della stessa durata delle sedute di Yoga. Al termine del periodo di studio di 12 settimane, i partecipanti sono stati esaminati tramite risonanza magnetica alla ricerca di indicatori di malessere e con dei test per la valutazione dello stato psicologico e fisiologico. “Coloro che hanno praticato yoga riportavano inferiori livelli di ansia e un migliore stato d’animo generale rispetto a chi praticava camminate” (Dr. Chris Streeter, professore di psichiatria e neurologia presso l’Università Boston)

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